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Giostra Europea

È una Francia blindata quella che ospita il Campionato Europeo per Nazioni, manifestazione che eleggerà la regina del calcio continentale.

Il clima di terrore e di paura che la follia umana continua ad instillare in se stessa non conosce soste ormai dal 2001, dall’attacco alle Twin Towers di New York, gli spettacoli e i centri di divertimento che attraggono centinaia di migliaia di persone sono diventati inevitabilmente l’obiettivo della follia. Tuttavia la vita deve continuare senza darla vinta a questi fomentatori d’odio, e allora andiamo a celebrare la manifestazione che va a iniziare.

Con la nuova formula che ha allargato a 24 le squadre partecipanti, le qualificazioni hanno riservato poche sorprese con la sola eliminazione eccellente dell’Olanda, che non ha saputo dare continuità ai buoni risultati conseguiti negli ultimi due mondiali. Tante squadre, quattro gironi con le prime due qualificate e quattro ripescate tra le terze, rimandano, in pratica, il pathos del torneo alla fase ad eliminazione diretta, come sempre del resto in questo tipo di competizioni.

Favorita d’obbligo per la vittoria finale la Francia padrona di casa guidata da Didier Deschamps. I francesi sono diventati grandi, dopo anni di anonimato, nel 1998 con la vittoria dei mondiali da loro organizzati, il sogno ora di ripetere quella grandeur inondando di nuovo di tifosi festanti gli Champs Elysee, allora inneggiando a Zinedine Zidane, oggi magari esaltando Paul Pogba.

Subito dietro di loro non si può non mettere la Germania campione del mondo non solo perché si fregia del massimo alloro conseguito in Brasile due anni fa, ma anche perché questo è il suo torneo per eccellenza, con tre vittorie e tanti piazzamenti, anche se l’ultimo successo risale alla vittoria in Inghilterra nel 1996. L’ossatura della squadra è però ancora quella eccellente dei mondiali, perciò tutto fa pensare che i tedeschi abbiano le carte in regola per puntare al titolo.

Come loro, anche se mezzo gradino sotto, i campioni in carica della Spagna. Dopo la vittoria del 2008, per la prima volta la stessa nazionale ha vinto quattro anni dopo, inevitabilmente, però, il tempo passa per tutti e Vicente Del Bosque ha iniziato l’opera di rinnovamento. Il vivaio iberico è immenso per qualità, Isco, Morata, De Gea, sono campioni conosciuti da tutti, bisogna vedere se riusciranno a trasferire anche in nazionale le gesta che abitualmente compiono nei loro club.

Messe queste tre in pole position, ampie è il gruppo di quelle che possono essere considerate outsider: andando in ordine sparso, si presentano con credenziali importanti, il Belgio dei giovani (Lukaku, Mertens, Origi, De Bruyne, Nainggolan), il Portogallo di Cristiano Ronaldo, l’Inghilterra dal forte attacco, con Rooney, Kane, ma anche Vardy e Rashford, e la nostra Italia.

È con mille problemi, viste le assenze e il poco lavoro, che la nostra nazionale si presenta al torneo, ma gli azzurri, e lo insegna la Storia, spesso hanno saputo cavare il meglio dalle situazioni difficili. Per necessità Antonio Conte dovrà fisarsi soprattutto del reparto difensivo tutto targato Juventus (Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci), poi si spera in prestazioni eccellenti di un centrocampo oltremodo menomato che farà perno sull’esperto De Rossi, mentre in attacco El Shaarawy, Immobile e Pellè, con gli inserimenti in corsa di Zaza e Insigne, proveranno a scardinare le difese avversarie.

Tra tutte queste nominate dovrebbe uscire la squadra regina, tranne che non accadano sorprese clamorose, come la Danimarca del 1992 o la Grecia del 2004, il calcio attuale non sembra permetterlo, ma le favole possono sempre realizzarsi…

 

 

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